Energie rinnovabili: sole, vento ed acqua. Dalla vita ad una nuova vita. Lascia un commento

Le energie rinnovabili sono il futuro. E il presente.

Si chiama energia rinnovabile l’elettricità prodotta con tutte le fonti alternative rispetto ai tradizionali combustibili fossili (petrolio, olio combustibile, carbone). Le fonti si chiamano rinnovabili perché si rinnovano, hanno la connaturata caratteristica di rinnovarsi, ovvero di non esaurirsi a causa delle loro trasformazione in energia fruibile. Riflettendoci bene, il termine “energie alternative” è ingiusto, visto che nella storia è sempre stata l’energia del vento a sospingere le navi, l’energia dell’acqua a far girare i mulini e l’energia del sole a mettere in moto nuvole, piogge e venti.

Le rinnovabili sono fonti energetiche diffuse, sparse, insite nella forza degli elementi, nell’acqua dei fiumi e degli oceani, nel vento e nel sole. Sono fonti di energia anche il calore del sottosuolo, le colture agricole, le correnti sottomarine e i venti d’alta quota, le onde del mare. Sono inesauribili, oltre a richiedere processi di generazione elettrica con basso impatto ambientale e produrre emissioni di CO2 minime o nulle.

Secondo le previsioni Iea le rinnovabili arriveranno a fornire il 13,7% dell’energia primaria nel mondo per il 2030. Se i governi attueranno forme di incentivazione, arriveranno al 16%.

Il sole: per un’illuminazione naturale.

Oggi sono almeno quattro i sistemi per farlo.

– fotovoltaico, in cui la radiazione solare viene trasformata direttamente in energia elettrica mediante “celle solari al silicio”;
– solare termico, per riscaldare un liquido sia direttamente (i pannelli scalda-acqua diffusi nei paesi mediterranei) che con pompa di calore;
– a concentrazione, termoelettrico-dinamico, con specchi che concentrano il calore su caldaie che vaporizzano l’acqua inviandola al turbogeneratore;
– solare passivo, in architettura, con la razionalizzazione delle forme, della struttura, dei materiali e degli orientamenti degli edifici per catturare e trattenere la maggior quantità di luce solare e di calore, o regolare il caldo e il freddo.

Il vento: un soffio che genera l’elettricità.

Le diversissime tipologie di impianti eolici corrispondono alle necessità di adattamento al territorio:

-impianti eolici di terraferma, con filari di turbine su terreni e dorsali lievemente sopraelevate;
-impianti eolici off-shore, su cui si è spostata l’attenzione perché il vento in mare è più intenso e meno turbolento che sulla terra, con effetti vantaggiosi sia sulla energia prodotta, sia sulla durata delle turbine;
-mini-turbine, integrate architettonicamente negli edifici o in strutture portuali (su cui si sono impegnati grandi architetti da Dubai a Londra, da Philippe Starck a Renzo Piano).

L’acqua: l’energia che scorre.

Si definisce un impianto idroelettrico l’apparato ingegneristico-costruttivo costituito dal complesso di opere idrauliche, macchinari e apparecchiature con cui si trasforma l’energia potenziale dell’acqua in energia elettrica.

Le centrali idroelettriche possono essere di due tipi: ad acqua fluente oppure ad accumulo. Le prime sfruttano direttamente la portata di un corso d’acqua; le seconde sfruttano un bacino di raccolta a monte della centrale incanalando così la portata d’acqua desiderata. La soluzione per ottenere energia idroelettrica quindi è la costruzione di “mini-idro”, piccole turbine collocate ai margini dei fiumi che restano liberi di scorrere.

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